Come al solito preferisco scriverti, perché quando parliamo tu mi fai solamente del male. Per te io sono un fastidio e non ti rendi conto di quello che succede intorno a noi. So che probabilmente neanche leggerai tutto quello che ti scrivo, anzi, forse aprirai l’allegato e poi dirai (come fai con gli altri TUOI figli) : ” mò che vòle? Che palle, deve sempre rompe li cojoni”.
Visto che appena adesso mi hai fatto del male, ti voglio cercare di spiegare, o almeno ci provo per l’ultima volta, quello che realmente fa male a me.
Se poi non lo capirai sarà come al solito una massa di parole sprecate, ma almeno in questo caso avrei risparmiato fiato e sicuramente mi innervosirei e mi innervosirò di meno perché così, non mi risponderai cattiverie a go-go senza (spero) neanche accorgertene.
Per te è un “dire sempre le stesse cose” ma se non le risolvi le cose, sempre quelle rimangono.
Io non sono gelosa, se ricordi bene ero io a dire falla venire qua (mi pento amaramente) “ma perché non ti trasferisci” ecc..
Il problema è che tu non ti rendi conto che sei cambiato, e sei talmente arrogante e presuntuoso da non volerlo ammettere neanche a te stesso. A me fa male quando mi dici che sono rompicojoni, soprattutto quando vedo che se litighi con quella per cazzate.Tu ti fai trattare di merda e comunque con lei sei un cagnolino. Stai zitto, vai là a consolarla ecc…E la maggior parte delle volte HA TORTO LEI!
Lei cerca di allontanarti da quelle che sono le tue affettività avute prima di lei. (a Natale si lamenta in continuazione quando siamo da zio, l’altro giorno si è incazzata perché massimo non aveva rifatto il letto e tu l’hai chiamato,con me…inutile dirlo…meglio non commentare…ecc ecc ecc) e lo fa. Lo fa.
Io sono avvilita. Cerco in tutti i modi di essere accettata da te ma non ci riesco anche perché c’è chi mi rema contro, c’è chi ti mette in testa cose pesanti su di me e sinceramente, se a te piace così, io cercherò di farti “morire della morte della quale vuoi morire”. Ti do fastidio? Per te l’importante è che ci sia lei a casa, e che sia felice lei, fregandotene di quello che provo io, di come mi tratta e di quello che ti ficca nel cervello senza che tu te ne renda conto?
Va bene.. Io mollo l’università e da oggi comincerò a trovare lavoro. Ma un lavoro che mi permetta di mantenermi da sola in una casa.
Andrò via di qui. Purtroppo dando a quella, ciò che vuole. Ma per me è diventato insostenibile.
Non posso avere in casa una che mi fa i dispetti da ragazzina delle elementari, ed un padre che la giustifica, colpevolizzando me.
Probabilmente questo padre non è un padre. O comunque non si considera un padre. Probabilmente non ama quella responsabilità che gli hanno appioppato al momento del concepimento.
Tutto ciò è peggio di un padre che ti picchia. Sono pugni più dolorosi, cintate più infiammanti.
Io non credo, anzi, sono CERTA di non meritarmelo. Ricordati che prima che arrivasse lei, c’ero io qui a curarmi di te. A me non viene riconosciuto nulla. Tu vuoi adottare bambini in Africa, mantieni la figlia di lei in ucraina comprando cose da mangiare e cazzate varie; ma ti posso assicurare che i tre figli che sono qua vicino a te, hanno bisogno di te come nessuno mai.
Ma a te non interessa. A te basta fare felice ‘sta poraccia per stare bene. Ah, non è bello che tu mi descriva a lei come una che ha dei problemi, perché così facendo lei si sentirà sempre più padrona di te e della casa e non può esserlo.
Non capisco cosa ti lega così tanto a lei. La paura di rimanere solo? Allora sei messo proprio male.
Almeno trovatela italiana e che non ti tratti di merda.
Come ti ho detto, per me è diventato insostenibile. Io non posso più stare male per te. E per quella.
Io cercherò altre soluzioni, e le troverò. Anche se dovessi chiamare avvocati e non so cos’altro.
Adesso penso a me.
Cercherò di non lasciare la casa dove sono nata, in mano a quella deficiente.
Invidio i miei amici per il padre vero che hanno e che quando sono tristi gli stanno vicino cercando di farli stare meglio.
Tu mi fai stare solo peggio. Spero che quando non ci sarò più ti renderai conto di molte cose.
So che non considererai questa lettera e non considererai me. Ma io prima di scatenare l’inferno, almeno ci ho provato, e non mi posso accusare niente.